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Ezechiele. Il *kavod* descritto da vicino.

Nella stanza

Per tutto il percorso abbiamo incontrato una parola, kavod, tradotta "gloria" e che alla lettera vuol dire peso: la cosa che scendeva sulla montagna nel fuoco, che riempiva la tenda impedendo a Mosè di entrare, che non si poteva guardare in faccia. Nessuno, fino a qui, l'ha descritta. Poi arriva un uomo che la vede da vicino, e la descrive per un capitolo intero, con un'ossessione per i dettagli che non ha uguali in tutta la Bibbia. Si chiama Ezechiele, è un sacerdote deportato a Babilonia, e ci dà la data: il quinto anno dell'esilio del re Ioiachin, cioè il 593 avanti Cristo, presso il canale Chebar, in Mesopotamia. La terra delle tavolette, di nuovo.

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Le fonti di questo racconto

Ezechiele. Il *kavod* descritto da vicino. — Pannyn